San Nicola da Tolentino
an Nicola da Tolentino è famoso per
la sua grande devozione per le Anime
del Purgatorio, sorta grazie anche alle
esperienza mistiche che egli ebbe tra il
1270 e il 1275 nell’eremo di Valmanente
(Pesaro). Bonifacio IX nelle sue due
Bolle: «Splendor Paternae Gloriae» del
1° gennaio 1390 e «Licet quis de cuius»
del 1° marzo 1400, e Leone XIII nel
Breve del 10 giugno 1884, nel quale
erigeva canonicamente «La Pia Unione
sotto il Patrocinio di San Nicola da
Tolentino in aiuto delle povere anime
del Purgatorio», definiscono San Nicola
Patrono delle Povere Anime.
Nella Vita di San Nicola scritta da
Pietro Da Monterubbiano troviamo
narrati gli episodi che hanno come prota-
gonisti delle anime defunte: «Una volta,
incaricato nel calendario settimanale
della Messa conventuale, nella notte
immediatamente precedente la domenica
si mise un po’ a dormire sul povero letto
ed ecco che un’anima a gran voce e con
un grande grido lo chiama: “Fratello
Nicola – gli dice – uomo di Dio: rivolgiti
a me! (Ps. 24, 16)”. Nicola si volge a
quell’anima, sforzandosi in ogni modo di
riconoscerla, ma poiché guardatala non
riusciva a capire chi fosse quell’anima
mentre era viva, gli chiese turbato di farsi
riconoscere.
Quell’anima allora rispose: “Io sono
l’anima di frate Pellegrino di Osimo, che
hai conosciuto da vivo: allora ero tuo
servo, ora sono tormentato in questa
fiamma. Accogliendone la contrizione,
Dio non mi destinò alla pena eterna, che
nella debolezza meritai, ma alla pena
purgatoria, in virtù della sua misericordia.
Ora ti prego umilmente di degnarti di
celebrare la Messa per i morti, affinché
io sia finalmente strappato da queste
fiamme”. Nicola rispose: “Ti sia propizio
il mio Salvatore, o fratello, dal cui Sangue
tu sei stato redento; io sono però incaricato
della Messa conventuale, che deve essere
celebrata solennemente, e siccome non è
giusto mutare l’officio – tanto meno nel
giorno di domenica che viene – non
posso recitare la Messa dei Morti". Al che
quello gli disse: “Vieni, o venerabile
padre, vieni e guarda se è davvero degno
di te respingere senza misericordia la
richiesta che viene da una tanto misera
moltitudine”. Conducendolo da un’altra
parte dell’eremo, gli mostrò allora quella
piccola pianura che è vicino a Pesaro,
in cui in effetti si trovava una moltitudine
di gente, di ogni sesso, di diversa età e
condizione e anche di ordini diversi.
“Abbi misericordia, o padre, abbi miseri-
cordia di una moltitudine tanto misera,
che aspetta da te un utile aiuto; infatti
se tu vorrai degnarti di celebrare per noi,
la maggior parte di questa gente sarà
strappata da questi tormenti atrocissimi”».
Una folla di fedeli veniva a trovarlo
al convento per confessarsi da lui, tornan-
dosene riconciliati con Dio e sollevati dai
tormenti interiori. Numerosissimi sono i
miracoli attribuiti alla sua intercessione.
Morì il 10 settembre 1305. Venne cano-
nizzato nel 1446.
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