San Stanislao di Cracovia
an Stanislao nacque a Szczepanowski
in Polonia nel 1030. Compiuti i primi
studi presso i benedettini di Cracovia, li
concluse in Belgio, nel celebre studentato
di Liegi. Rientrato in Polonia, si distinse
per il suo zelo pastorale e per le iniziative
portate avanti con carità e intelligenza.
Morto il vescovo di Cracovia, Papa
Alessandro II lo nominò suo successore
sulla cattedra episcopale. In un primo
tempo si trovò in sintonia con re Boleslao
II, poi a causa della condotta amorale
del sovrano, lo scomunicò. Nell’anno
1070 il re era riuscito a mettere contro
San Stanislao gli eredi di un certo Pietro
Milés, che era morto tre anni prima
lasciando una delle sue terre in eredità
alla Chiesa. Gli eredi, sicuri dell’appoggio
del re, istruirono un processo contro
il Santo, e corrompendo e intimidendo
i testimoni, ottennero la condanna di
Stanislao e la restituzione dell’eredità.
Il Santo confidò in Dio e riuscì a farsi
sospendere la condanna, promettendo di
far comparire come testimone lo stesso
defunto. Dopo tre giorni di digiuni e di
preghiere, il Vescovo si recò con tutto
il clero sulla tomba di Pietro Milés,
ordinando che fosse aperta. Trovate solo
ossa e polvere, gli eredi si sentirono
sicuri della vittoria, quando il Santo
ordinò al cadavere di sorgere in nome
di Cristo. Ad un tratto quelle ossa si
avvicinarono, si riunirono, si ricoprirono
di carne, e davanti a molte persone
il morto rinvenne e dette la mano al
Vescovo. Giunse davanti a re Boleslao II
e confermò essere vera la sua volontà
di donare il terreno alla Chiesa. Quando
Pietro Milés ebbe fatto la sua deposizione,
San Stanislao gli chiese se avesse preferito
ritornare nella tomba o vivere ancora
qualche anno su questa terra. Il defunto
rispose che nonostante a causa dei suoi
numerosi peccati si trovasse in Purgatorio,
dove soffriva molto, preferiva morire
piuttosto che restare in una vita con il
pericolo di dannarsi eternamente. Supplicò
quindi il Santo di pregare per lui, affinché
potesse quanto prima essere liberato dalle
pene. Riportati i resti nella tomba, tutto
tornò come prima e il defunto ebbe pace.
Re Boleslao II ordinò di uccidere
San Stanislao a Cracovia nella chiesa di
S. Michele, durante la celebrazione della
Messa. L’assassinio nella cattedrale sembra
sia stato commesso dallo stesso re, in
quanto le guardie si erano dovute ritirare
perché impedite da una forza misteriosa.
San Stanislao morì come un martire e
subito la sua fama di santità si diffuse per
tutta la Polonia. Venne canonizzato da
Innocenzo IV il 17 agosto 1253 nella
basilica di S. Francesco ad Assisi. Fu
proclamato patrono della Polonia e
le sue spoglie furono conservate nella
Cattedrale di Cracovia, dvenendo meta
di pellegrinaggi.
S