Beata Caterina Mattei da Racconigi
acque a Racconigi in Piemonte, nel
1486. Era una tessitrice di nastri,
quando sentì la chiamata del Signore.
Sembra che frequentasse una comunità
di Serviti, dove apprese a conoscere le
verità della fede e ad amare Dio. Nel
1509 cominciò a frequentare un piccolo
convento domenicano e si mise sotto la
direzione spirituale di un predicatore
illustre: padre Domenico Onesti di Bra.
Ben presto intorno a lei cominciano a
insinuarsi diffidenze e calunnie. Data la
sua intensa vita di preghiera, alcuni
parlano di fatti soprannaturali che le
accadono e ingigantiscono o cambiamo
quei fenomeni, mentre altri la giudicano
un’esaltata, destando allarme nelle autorità
ecclesiastiche. Nel 1512 fu costretta a
presentarsi al Tribunale vescovile di
Torino per essere interrogata sui fatti. In
Tribunale, Caterina narrò la sua vita e gli
episodi mistici e i giudici la scagionarono
dalle accuse.
Nel 1514 in Racconigi venne accolta
nell’Ordine domenicano come terziaria.
A causa delle sue continue esperienze
mistiche, fu costretta a lasciare la cittadina
e a ritirarsi a Caramagna Piemonte. Ebbe
un particolare rapporto con le anime
del Purgatorio. Una sera mentre era a
letto colpita da una grande febbre stava
pensando alle anime purganti, quando
improvvisamente fu rapita in estasi e
venne condotta in Purgatorio.
Vide le fiamme del Purgatorio e le
anime che soffrivano le pene più atroci.
Ad un tratto sentì una voce che disse
«Caterina, affinchè da qui in avanti tu ti
possa prendere maggiormente a cuore le
povere anime, io ti farò ora sentire per un
istante al tuo capo le loro pene ». Appena
finì di udire quelle parole vide venire
verso di sé una scintilla di fuoco che le
colpì la guancia sinistra.
Alcune consorelle presenti videro
questa scintilla e immediatamente il viso
di Caterina si gonfiò e rimase tale anche
dopo che ritornò in sé. La Beata confessò
che tutti i dolori fino allora sofferti,
anche se erano stati numerosi erano
nulla rispetto al dolore provocato da
quella scintilla.
Da quel giorno prese ancora più a
cuore la sorte delle anime del Purgatorio e
offrì in loro suffragio preghiere e penitenze.
Un’altra volta apparve a Caterina un
monaco certosino che nel 1409 si era
opposto a Gregorio XII nel corso del
Concilio di Pisa, ma che prima di morire
si era riconciliato col Papa e con la Chiesa
e aveva fatto penitenza. Alla Beata venne
rivelato che era stato condannato da Dio
ad espiare un durissimo Purgatorio, dal
quale fu liberato grazie alle preghiere,
penitenze e sacrifici offerti per lui da
Caterina.
Un giorno alla Beata apparve Gesù dal
cui fianco squarciato usciva un grande
torrente di sangue di cui metà scendeva
sulla terra sui peccatori e metà scendeva
sulle anime del Purgatorio. Caterina
comprese che le sue volontarie offerte di
preghiere e di penitenze doveva offrirle
metà per la conversione dei peccatori e
metà per suffragare le anime del Purgatorio.
N



