San Paolo della Croce
an Paolo della Croce aveva a cuore
la sorte delle Anime del Purgatorio.
In loro suffragio celebrava la Messa ogni
volta che poteva e recitava il Rosario.
I biografi raccontano che la notte una
processione di anime del Purgatorio si
recava dal Santo per chiedere preghiere
e suffragi. Ecco come lui stesso lo riferisce:
«Io allora mi mettevo a far orazione a
corpo morto e discipline assai lunghe
perché mi sentivo una compassione assai
grande. Una volta diedi di mano ad un
mazzo di catene e tanto mi disciplinai
che caddi svenuto e stetti molti giorni
che non mi potevo muovere. Cominciai
a dubitare che ci potesse essere qualche
inganno, perché faceva tanta penitenza
senza l’ordine dell’obbedienza, trasportato
dalla compassione verso quelle povere
anime. Stando in questo dubbio, mi
comparve la Madonna SS.ma, che mi
chiamò la prima, la seconda e terza volta.
Io per semplicità non rispondevo, ricor-
dandomi che una volta un confessore mi
aveva detto che in tali occasioni non si
risponde; mi prostrai però con la faccia
per terra con tutta riverenza, e mi alzò
da terra il mio Angelo custode e sentii
dirmi: “Perché conosca l’obbligo che tu
hai di pregare per quelle povere anime,
vieni con noi”. Ed ecco che mi menarono
in Purgatorio. Mi aprì la Madonna SS.ma
e vidi il Purgatorio. Oh! Che pene, figlia,
oh! Che pene! Starei per dire in qualche
parte peggiori di quelle dei dannati,
per vedersi lontane da Dio, che tanto
amano».
Un’altra volta San Paolo ebbe la
visione di un sacerdote defunto, come lui
stesso racconta: «Io conoscevo un prete
mio amico, uomo dabbene, ma l’avvisai
più di una volta con tutta libertà.
Quando sentiva le mie parole pareva
che si compungesse, ma poi tornava da
capo. Quando una notte sentii bussare
alla stanza. “Va via”, dissi, credendo che
fosse il demonio che venisse a disturbarmi.
Poco dopo sentii nuovamente bussare.
“Va via!”, tornai a dire. Dopo un altro
poco torna a bussare una terza volta.
Allora io non sapendo chi fosse, dissi:
“Io ti comando da parte di Dio che mi
dica chi sei e cosa vuoi!”. Ed ecco che
sentii dirmi: “Io sono l’anima del prete
tale: sono morto questa notte ad ore 6 e
sono stato condannato a Purgatorio per
quei difetti dei quali mi avvisasti. Oh!
Che pene! Mi pare che siano migliaia
d’anni che sono n Purgatorio!”. Io allora
guardai l’orologio che avevo per lo
svegliarino e vidi che erano le 6, onde
gli dissi: “E’ un quarto d’ora che siete
spirato e vi paiono migliaia d’anni?”.
E l’anima di quel prete replicò: “Sì, mi
paiono migliaia d’anni!”. Ed io gli promisi
di raccomandarlo a Dio colle orazioni.
Sparita la visione, io non mi potei tenere:
mi misi a fare una disciplina, ma con
fervore; dopo la quale non restai niente
consolato, né ebbi veruna intelligenza
che quell’anima fosse liberata. Tornai
daccapo con la disciplina e pregavo il
Signore con espressioni vivissime».
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