San Luigi Grignion de Montfort
an Luigi Grignion de Montfort nel suo
celebre «Trattato della vera devozione
a Maria» affrontò il tema del Purgatorio
in relazione all’intercessione della Vergine:
«Altri forse dirà: “Se io cedo alla
Santissima Vergine tutto il valore delle
mie azioni perché ella lo applichi a chi
vuole, forse mi toccherà soffrire a lungo
in Purgatorio”. Questa obiezione che
proviene dall’amor proprio e dall’igno-
ranza riguardo alla generosità di Dio e
della sua Santa Madre, si distrugge da
se stessa. E’ mai possibile, infatti, che
un’anima fervente e generosa, più attenta
agli interessi di Dio che ai propri; che dà
a Dio tutto quanto ha, senza riserva, al
punto di non potergli dare di più, non
plus ultra; che desidera solo la gloria e il
regno di Gesù Cristo per mezzo della sua
Santa Madre e si sacrifica interamente
per conseguirlo; è mai possibile, dico,
che una persona tanto nobile e generosa
sia più punita nell’altro mondo per essere
stata, quaggiù, più generosa e disinteres-
sata delle altre? Al contrario. Con questa
persona – lo vedremo in seguito –, Nostro
Signore e sua Madre saranno generosis-
simi in questo mondo e nell’altro,
nell’ordine della natura, della grazia e
della gloria».
E ancora, il Santo scrive a proposito
del settimo motivo per il quale conviene
affidarsi e donarsi interamente alla Vergine
Maria: «Possono ancora invogliarci ad
abbracciare questa forma di devozione i
grandi beni che ne verranno al prossimo.
Con essa, infatti, si esercita in modo
eminente la carità verso il prossimo,
poiché gli si offre, per le mani di Maria,
quanto si ha di più caro e cioè il valore
soddisfa torio e impetratorio di tutte le
proprie buone opere, non eccettuati
il minimo buon pensiero e la minima
lieve sofferenza. Si accetta che tutte le
soddisfazioni che si sono acquistate e si
acquisteranno fino alla morte, siano
utilizzate secondo la volontà della Santa
Vergine, o per la conversione dei pecca-
tori, o per la liberazione delle anime
del Purgatorio. Non è, questo, amare
perfettamente il prossimo? Non è, questo,
essere del numero dei veri discepoli di
Gesù Cristo, che si riconoscono dalla carità?
Non è, questo, il mezzo di convertire i
peccatori senza pericolo di vanità e di
liberare le anime del Purgatorio non
compiendo nient’altro che il dovere del
proprio stato?
Per capire tutta l’eccellenza di questo
motivo bisognerebbe comprendere il grande
valore della conversione di un peccatore
o della liberazione d un’anime del
Purgatorio. E’ un bene infinito – che
oltrepassa la creazione del cielo e della
terra – poiché conferisce ad un’anima
il possesso di Dio. Anche se con tale
devozione si liberasse in tutta la vita
un’anima sola dal Purgatorio o si conver-
tisse un solo peccatore, non basterebbe
forse questo per spingere ogni persona
veramente caritatevole, ad abbracciarla?
Bisogna inoltre notare che le nostre buone
opere, passando per le mani di Maria,
ricevono un aumento di purezza e quindi
di merito e di valore soddisfa torio e
impetratorio».
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