San Rabano Mauro
ato a Magonza, in Germania nel 780
circa, studiò nella celebre scuola
del monastero benedettino di Fulda. Si
trasferì poi a Tours, dove divenne allievo
di Alcuino. Rientrato nell’abbazia di
Fulda, divenne abate imprimendo una
notevole spinta spirituale. Nell’847 diventò
arcivescovo di Magonza fino alla morte,
avvenuta nell’856. Noto come «Magister
Germaniae», è considerato il teologo
occidentale più erudito del suo tempo.
Alcuni gli attribuiscono anche l’inno
«Veni creator».
ma l’abate defunto insieme con tutti gli
altri monaci morti nella pestilenza, due
dei quali, gli si avvicinarono e dopo averlo
spogliato, dietro ordine del superiore lo
disciplinarono, gridando: “Ricevi, o
disgraziato, il castigo della tua avarizia;
e sappi che questo è nulla a paragone
di quel che ti aspetta nell’altra vita. Tu
scenderai fra tre giorni nella tomba, e
tutti i suffragi che sarebbero dovuti
all’anima tua saranno invece applicati a
coloro che la tua schifosa avarizia ha
privato dei loro”. A mezzanotte quando
i monaci scesero in coro per cantare
mattutino trovarono Edelardo pieno di
sangue e ricoperto di ferite. Lo portarono
in infermeria, ma disse loro: “Affrettatevi
a chiamare il mio superiore, poiché ormai
ho più bisogno dei rimedi spirituali che
di quelli temporali. Queste mie membra
lacere e peste non guariranno mai più e mi
accompagneranno fra breve al sepolcro”.
Giunto l’abate, gli raccontò in presenza
dei confratelli quanto accaduto e tre
giorni dopo, ricevuti i Sacramenti morì.
Venne subito cantata la Messa di requiem
in suo suffragio e le altre trenta prescritte
dalla regola, e per un mese intero fu
esattamente distribuita ai poveri la sua
porzione di cibo. Un giorno apparve
molto sofferente a Rabano Mauro, il quale
gli chiese se poteva aiutarlo. Ma gli rispose:
“O mio buon Padre, vi ringrazio delle
premure vostre e di quelle dei vostri
monaci, ma vi annunzio che tutti i suffragi
Rabano Mauro aveva una grande
devozione per le Anime del Purgatorio.
Secondo le costituzioni dell’Ordine di
S. Benedetto, quando un monaco moriva
per 30 giorni consecutivi veniva distri-
buita la sua porzione di cibo ai poveri,
in suffragio del defunto. Nell’anno 830,
imperversava una pestilenza che provocò
la morte di moltissimi monaci, fra i quali un
superiore. Rabano Mauro, allora, chiamò
Edelardo, procuratore del monastero,
per incaricarlo di distribuire ai poveri le
razioni secondo le Costituzioni, insistendo
di non trascurare la cosa. Edelardo però
non fece quanto comandatogli dall’abate.
Una sera che era rimasto oltre il tempo
prescritto dalla regola vide l’abate,
circondato dai monaci in capitolo.
Avvicinatosi per rendersi conto di cosa
accadeva a quell’ora di notte, vide che
non era Rabano Mauro a presiedere,
fatti per me fino ad ora non hanno giovato
a liberarmi dalle mie pene, avendoli la
divina giustizia applicati a quei miei
confratelli che io vivendo privai dei loro.
Vi supplico dunque di raddoppiare
preghiere ed elemosine, affinchè dopo
liberati essi, possa anch’io uscire di questo
carcere”. Rabano Mauro fece pregare con
fervore i monaci e dopo un mese vide
Edelardo salire in Cielo.
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