Santa Gertrude di Helfta
anta Gertrude di Helfta, detta la
Grande, nacque ad Eisleben (Turingia)
nel 1256. A 5 anni entrò nel monastero
delle monache Cistercensi di Helfta
(Sassonia). A 25 anni il 27 gennaio del
1281, ebbe la prima esperienza mistica.
Mise per iscritto quanto accadeva nella
sua anima. Nel 1284 ricevette le stimmate
invisibili. A 45 anni poco prima di morire
ebbe anche la trasverberazione del cuore.
Ebbe una tenera devozione per l’umanità
di Cristo. Intuì già il culto al Sacro Cuore
di Gesù. Morì nel 1302.
Molte furono le sue esperienze
mistiche, tra le quali quella di un’anima
del Purgatorio. Un giorno Gertrude pregava
per una persona morta da poco tempo e
vide la sua anima come un rospo che
bruciava all’interno per i peccati commessi.
Sembrava avesse dolore sotto e un peso
enorme lo obbligava a rimanere piegato
fino a terra, senza potersi rialzare.
Durante gli ultimi momenti della sua
vita prima di morire, Gertrude dovette
subire un’atroce tentazione da parte del
demonio. Satana la rimproverava di
aver compiuto sacrifici e buone opere a
vantaggio solo delle anime del Purgatorio,
accusandola di aver trascurato molto se
stessa, avendo abbandonato la via della
perfezione. Le insinuò il dubbio di avere
perso del tempo in cose non necessarie e
inutili e di essere stata incosciente a non
aver applicato i meriti delle sue sofferenze
per la salute della sua anima. Il demonio
le disse: «Chi credi di essere e chi te lo ha
fatto fare di offrire le preghiere quotidiane
e i tuoi sacrifici per anime che neppure
conosci? Ti pentirai subito amaramente
di questo tuo errore ed io di questo ne
avrò godimento. Vedrai che pagherai per
davvero questo errore».
Gertrude rimase molto turbata e
cominciò a dubitare di aver sbagliato
tutto nella vita, dato le pene che avrebbe
dovuto affrontare dopo il giudizio. Ma
il Signore le apparve e le disse: «Figlia
mia, perché ti turbi? Devi sapere che la
tua carità verso gli altri mi è stata molto
cara ed io ora per questo ti libero da tutte
le sofferenze a cui eri destinata. Poiché
ho promesso una grande ricompensa a
coloro che si offrono per la salvezza dei
loro fratelli e sorelle, io centuplicherò la
tua gioia nel Cielo. Tutte le anime che hai
salvato verranno a te incontro tra breve
per condurti in Paradiso».
Gertrude comprese che appariva
sotto forma di un rospo perché durante
la sua vita religiosa aveva trascurato di
pensare alle cose divine. Intuì anche che
il dolore che lo tormentava sotto era
dovuto al lavoro che aveva fatto senza il
permesso del superiore e il cui guadagno
aveva nascosto. In questo modo espiava
la sua disobbedienza. Gertrude allora
recitò i Salmi in suffragio di quell’anima
e chiese a Gesù se ne avesse avuto vantaggio:
«Certo, le anime purganti vengono
sollevate da tali suffragi, però preghiere
anche brevi ma dette con fervore, sono
ancor di maggiore profitto per esse».
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