Cesario di Heisterbach
l’epilogo del racconto narrato da
Cesario di Heisterbach sulla sorte
dell’anima del nipote di un Vescovo:
«Passato un anno dopo la Santa Messa
apparve al Vescovo il defunto pallido,
distrutto, magro e vestito di scuro. Dalla
sua espressione e dai suoi vestiti si poteva
capire come stava. Quando il Vescovo gli
chiese come gli andava e da dove veniva
egli rispose: «Sono nella pena e vengo
dal luogo di pena, ma sii ringraziato per
le tue preghiere e per il tuo amore, perchè
grazie alle tue preghiere ed elemosine e i
benefici spirituali che furono offerti per
me in tutta la tua diocesi, questo anno mi
ha tolto via mille anni di Purgatorio e se
tu rivolgerai ancora per un anno a suffragio
della mia anima tali preghiere e offerte e
sacrifici come quest’anno io sarò comple-
tamente libero». Sentendo questo il
Vescovo fu pieno di gioia, ringraziò Dio
e mandò altre lettere come aveva fatto
l’anno prima narrando a tutti nelle
parrocchie e nei monasteri la visione
avuta e chiedendo che volessero tutti,
continuare ancora per un anno nelle
preghiere e suppliche per l’anima del
povero defunto. E lui stesso continuò
la sua preghiera ed elemosine e Sante
Messe anche con maggior impegno e
fiducia di prima.
Passato anche il secondo anno, il
Vescovo celebrò la sua Messa per il
defunto nipote, questi gli apparve di
nuovo, ma questa volta con un vestito
bianco come la neve e il volto sereno e
gioioso e disse: «Tutto è andato come
desideravo». E disse ancora al Vescovo:
«Dio Onnipotente ricompensi il tuo
amore, reverendissimo Padre, perchè
grazie al tuo zelo io sono stato strappato
dalle pene ed ora entro nella gioia del
mio Signore. Ecco che questi due anni
di preghiere mi sono stati contati per
duemila anni di pena nel Purgatorio!».
Da quel momento il Vescovo non lo vide più.
È


