Santa Veronica Giuliani
anta Veronica Giuliani nacque a
Mercatello sul Maturo presso Urbino
nel 1660. Nel 1677 entrò tra le clarisse
cappuccine di Città di Castello. Divenne
badessa della comunità ma dovette
affrontare numerosissime prove per le sue
esperienze mistiche. Ebbe le stimmate e
la ferita al cuore che venne confermata
dai medici alla sua morte. Guidò la
comunità sulla via della perfezione e fu
modello per tutte le consorelle. Ebbe
varie volte la visione del Purgatorio e
molte anime furono liberate per la sua
preghiera. Morì il venerdì Santo 1727,
dopo trentatré giorni di malattia. Venne
canonizzata nel 1829. Per obbedienza
scrisse le sue esperienze mistiche in
un Diario.
Qui riportiamo due di queste
esperienze mistiche tratte dal suo
Diario
.
La prima è del 10 settembre 1700:
«Pochi giorni dopo la morte del P. Vitale,
una mattina, dopo comunicata, all’im-
provviso mi parve di vedere un braccio
colla manica da Frate Zoccolante ivi,
avanti di me; e sentii una voce che mi
disse:
Aiuto! Aiuto!
Appunto mi parve la
voce del P. Vitale quando era vivo, e
subito sparì. Io non feci caso di niente;
solo, mi restò certa sollecitudine di fare
del bene per questa anima.
Poco dopo, una notte, in sogno,
mi parve di vedere due anime del
Purgatorio. Una mi pareva la Sorella,
poco fa morta, e l’altra non conoscevo chi
fosse. Si approssimava a me, e mi diceva:
Mi conosci? Io temevo e tremavo; ma mi
feci animo e dissi:
Non vi conosco. Pare
che siate il P. Vitale; ma non so se è vero.
Rispose:
Io sono;
e mi prese per un braccio.
In detto tempo mi pareva sentire una
pena grande come quando mi fosse
tagliato il detto braccio;ed anche sentii
un ghiaccio così grande, che pareva cosa
insoffribile. E mi parve sentire che dicesse:
Ora è il mio bisogno
; e conobbi benissimo
che era il P. Vitale. Ma aveva una certa
voce chiara ed allegra, non come quella
mattina che (la) sentii, dopo la Comunione.
In un subito mi diede colla mano una
stretta nel braccio e disse:
Si mantengano
i patti.
In questo punto mi destai dal
sonno e, nell’aprire gli occhi, vidi sparire
di cella una cosa come ombra. Al braccio
vi restò un dolore grande; e non vi tornò
il calore sino alla sera, al tardi. Tutto il dì
stetti come intirizzita».
L’altro racconto è del 15 agosto
1701: «Mi parve che il Giudice Eterno
mi desse la sua benedizione con quella
croce che teneva in mano; ed appresi che,
per i meriti della sua SS.ma Passione e
per l’intercessione della B. Vergine, avevo
ottenuto grazia appresso di Lui. Mi
confermò per mezzana fra esso e i pecca-
tori, ed anche mezzana ed aiutante alle
povere anime del Purgatorio. Questi
erano i due uffici che dovevo esercitare
(in) tutto il rimanente della mia vita; e
mi parve capire che sarà breve».
S


