Sant’Elisabetta di Portogallo
l Martirologio Romano così ricorda
Sant’Elisabetta di Portogallo: «Santa
Elisabetta, che, regina del Portogallo, fu
esemplare nell’opera di pacificazione tra i
re e nella carità verso i poveri; rimasta
vedova del re Dionigi, abbracciò la regola
tra le monache del Terz’Ordine di
Santa Chiara nel cenobio di Estremoz
in Portogallo da lei stessa fondato, nel
quale, mentre era intenta a far riconciliare
suo figlio con il genero, fece poi ritorno
al Signore».
Nacque a Saragozza, in Aragona
(Spagna), nel 1271. Figlia del re Pietro III,
a soli 12 anni venne data in sposa a
Dionigi, re del Portogallo, da cui ebbe due
figli. Fu un matrimonio caratterizzato
dalle infedeltà del marito, ma Elisabetta
seppe offrire una testimonianza cristiana
autentica. Svolse opera di pace in famiglia
e, come consigliera del marito, riuscì
a placare i disaccordi tra Aragona e
Portogallo. Ma non solo: Elisabetta si
prese anche molta cura dei bambini messi
al mondo dal marito con altre donne. E
l’infedele marito Dionigi riconobbe la
superiorità morale di Elisabetta, tanto
che quando il figlio Alfonso gli si ribellò,
fu l’autorità della Santa a evitare lo
scontro armato tra padre e figlio. Poi
quell’intervento le provoca l’accusa di
parteggiare per il figlio Alfonso contro
Dionigi, e allora venne confinata nella
cittadina di Alenquer, a nord di Lisbona.
Ma presto il marito la richiamò, perché
la voleva vicino a sé. Elisabetta tornò e
riprese il suo posto accanto al re fino a
quando il marito non venne colpito dalla
malattia. Alla morte del marito nel 1325
donò tutti i suoi averi ai poveri e ai
monasteri e divenne terziaria francescana.
Fece un pellegrinaggio a piedi al santuario
di Compostela, dove depose la sua corona
ed entrò tra le clarisse di Coimbra. Il
monastero diventa la sua dimora, ma
una volta dovette lasciarlo perché ci fu
nuovamente bisogno di lei: dovette
riconciliare suo figlio Alfonso IV col re
Ferdinando di Castiglia che era suo
genero (è il marito di Costanza). Morì
nel 1336 ad Estremoz in Portogallo.
Sant’Elisabetta aveva una figlia di
nome Costanza, la quale, dopo poco
tempo che era andata in sposa al re di
Castiglia, morì improvvisamente. Elisabetta
venne a sapere della tragedia mentre
insieme con il marito si recava a Santarem.
Durante il tragitto, un eremita si mise a
correre dietro il corteo reale e iniziò a
gridare che voleva parlare con la regina.
Ammesso alla sua presenza, le raccontò
come sua figlia Costanza gli era apparsa
più volte e gli aveva confidato che era
condannata a rimanere a lungo in
Purgatorio. Sarebbe stata liberata entro
un anno, se ogni giorno fosse stata
celebrata una Messa in suo suffragio.
Elisabetta, d’accordo con il marito, fece
quanto richiesto e al termine di un anno
le apparve Costanza vestita di bianco e
circondata di gloria, annunziandole che
grazie alle Messe celebrate, saliva in Cielo.
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