Domenico Di Gesù Maria
adre Domenico di Gesù Maria
nacque a Calatayud in Spagna, il
16 maggio 1559. Nel 1574 entrò nel
convento dei Carmelitani dell’Antica
Osservanza della sua città e vi professò
1’8 dicembre 1578. Nel 1589 aderì alla
Riforma teresiana, dove fece la professione
religiosa a Pastrana il 22 novembre 1590.
Venne chiamato a Roma dal Venerabile
Padre Pietro della Madre di Dio (1604) e
venne aggregato alla Congregazione
d’Italia dei Carmelitani Scalzi dove ricoprì
vari incarichi.
Promosse l’osservanza religiosa e
fondò conventi a Roma, Palermo, Genova,
Firenze e nei territori dell’imperatore
cattolico Ferdinando II. Si dedicò senza
sosta al bene della Chiesa e delle anime.
Dette un contributo notevole alla fonda-
zione della Congregazione di Propaganda
Fide. Fu anche consigliere di principi,
cardinali e di diversi Papi da Clemente
VIII ad Urbano VIII.
Quando venne trasferito al convento
di Roma, nella cella, come era usanza
allora, trovò un teschio autentico per
meditare sulla morte. Una notte, da
questo teschio udì una voce che gridava:
«In memoria hominum non sum» (nessuno
si ricorda di me). Queste parole risuona-
rono più volte e vennero udite in tutto il
dormitorio del convento. Padre Domenico
rimase meravigliato e dubbioso, credendo
che fosse un inganno del demonio. Si
immerse nella preghiera per sapere ciò
che doveva fare. Prese poi dell’acqua
benedetta e iniziò ad aspergere il teschio,
dal quale uscirono altre parole: “Acqua,
acqua, misericordia, misericordia”. Il
carmelitano domandò allora chi era e che
misericordia voleva. Il defunto rispose
dicendogli che era un tedesco, venuto a
Roma a visitare i luoghi santi. Era morto
da molto tempo e il suo corpo riposava
nel cimitero, mentre l’anima si trovava in
Purgatorio. Non aveva più nessuno che
gli offrisse suffragi, né chi si ricordasse di
lui. Gli chiese perciò di pregare Gesù per
lui. Padre Domenico lo promise e iniziò a
pregare fervorosamente, facendo anche
penitenze. Pochi giorni dopo il defunto
gli comparve in cella per ringraziarlo di
essere stato liberato dal Purgatorio.
Padre Domenico aveva molto a cuore la
sorte delle Anime del Purgatorio e aveva
promosso l’Atto eroico di carità a loro
vantaggio. Esso consisteva in una libera
offerta, che fa il fedele a Dio di tutte le
sue opere soddisfattorie: riparazione di
offesa, danno o simili, in vita, e di tutti
i suffragi che può egli avere dopo morte,
a vantaggio delle Anime del Purgatorio.
Questo Atto venne approvato da
Gregorio XV, quando, con la sua Bolla
“Pastoris Aeterni”, approvò il Consorzio
dei Fratelli, fondato da Padre Domenico,
in cui, tra gli altri pii esercizi a favore
dei defunti, vi era quello di offrire e
consacrare a loro suffragio la parte
soddisfattoria delle proprie opere.
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