Suor Maria Teresa di Gesù, Clarissa
Dopo vari episodi misteriosi in
cui veniva suonato il campanello al
monastero delle Clarisse di San Leonardo
in Montefalco (Perugia) e un’anima
lasciava soldi per suffragi, il 30 ottobre,
in piena notte, la badessa, suor Maria
Teresa di Gesù, udì una voce fuori
della camera che diceva: “È suonato il
campanello della sacrestia”. Andata a
rispondere, la badesse si sentì dire:
“Lascio quest’elemosina”. Ma suor Maria
Teresa di Gesù, senza lasciar finire la
parola, aggiunse: “Io per ordine del
confessore non posso prenderla. In nome
di Dio e per ordine del confessore,
mi dica chi è; è sacerdote?”. “Sì”, fu la
risposta. “Erano di questo monastero i
beni che ha dissipato?”. “No, ma ho
promesso di portarli qui”. “E dove li
prendete?”. “Il giudizio di Dio è giusto”,
fu la risposta. Allora la badessa disse:
“Ma io credo poco che sia un’anima; penso
sempre che sia qualcuno che scherza”.
“Vuole un segno?”. “No, che ho paura. Se
chiamo qualcuna? Faccio subito…” rispose
suor Maria Teresa. “No, che non m’è
permesso” aggiunse la voce.
Varie furono le manifestazioni di
quell’anima del Purgatorio, l’ultima
avvenne il 9 novembre. Al saluto cristiano
della badessa, la solita voce rispose: “Sia
lodato in eterno. Io ringrazio lei e la
comunità religiosa: sono fuori da ogni
pena”. “E i sacerdoti che hanno detto più
Messe, no?”. “Io ringrazio tutti”. “A me
piacerebbe andare in Purgatorio dove si
trova lei, così starei sicura…” disse la
badessa. “Faccia la volontà dell’Altissimo”
fu la risposta. “Pregherà per me, per la
comunità, per i miei genitori se sono in
Purgatorio, per il confessore, per il Padre
Luigi Bianchi, per il Papa, per il Vescovo,
per il Cardinale Ascalesi?”. “Sì. Benedictio
Domini super vos”».
In quest’ultima visita si capiva che
la voce era felicissima. L’anima aveva
portato in tutto trecento lire, venne
ventotto volte, e gli furono applicate
trentotto Messe.
Su questi fatti venne aperto un
processo canonico da parte delle compe-
tenti autorità ecclesiastiche. Gli atti
originali sono conservati nella curia
arcivescovile di Spoleto. Da questi atti
«risulta provato con sufficiente certezza
storica il fatto della manifestazione di
un’anima purgante nel monastero delle
Francescane di San Leonardo in
Montefalco». Suor Maria Teresa di Gesù
(1878-1948), l’unica che udiva le parole
dell’anima, morì in concetto di santità.
Il 18 febbraio 1942, con il permesso
dell’Arcivescovo, la religiosa si offri
vittima a Dio per i sacerdoti, per la
pace, per i disordini del popolo, per i
bestemmiatori.
Una delle banconate lasciate
dall’anima del sacerdote defunto.
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