Santa Caterina da Siena
anta Caterina da Siena, Dottore della
Chiesa e compatrona d’Italia, riferisce
la descrizione fattale da Gesù riguardo al
Purgatorio: «“E se ti volgi al Purgatorio
troverai ivi la mia dolce e inestimabile
Provvidenza verso quelle anime tapinelle
che stoltamente perderono in tempo, ed
essendo ora separate dal corpo non
hanno più il tempo per poter meritare. A
loro io ho provveduto per mezzo vostro,
di voi che siete ancora nella vita mortale
e avete il tempo per loro e, mediante le
elemosine e l’ufficio divino che fate dire
ai miei ministri, insieme ai digiuni e alle
orazioni fatte in stato di grazia, potete
abbreviare loro il tempo della pena,
confidando nella mia misericordia. O
dolce Provvidenza !”
colpe ma altresì per una piccola, ci
convinceremo che veramente siamo
degni di mille inferni. Eppure Egli, con
misericordia, ci punisce in questo tempo
finito, nel quale, sopportando con pazienza,
si sconta e si merita”
“Non avviene così delle pene che
l’anima sostiene nell’altra vita. Perché, se
essa si trova nelle pene del Purgatorio,
sconta sì, ma non merita. Sopportiamo,
dunque, con buona volontà questa piccola
pena. Piccola, in vero, si può dire, questa
e ogni altra, per la brevità del tempo.
Poiché, in questa vita, tanto grande è la
fatica quanto grande è il tempo. E quanto
è il tempo nostro? E quanto una punta
d’ago. E ben vero dunque che essa è
piccola. Ogni fatica è piccola, perché la
vita dell’uomo è un niente, tanto è poca.
Infatti, la fatica che è passata non l’ho,
essendo passato il tempo. Quella che ha
da venire, ancora non l’ho, perché non
sono sicura d’avere il tempo, poiché
devo morire, ma non so quando. C’è,
dunque, solo questo punto del presente
da sopportare, più».
“Non abbiate a schifo la malattia.
Pensate quanto è grande la grazia divina
che, nel tempo della malattia, pone freno
a molti vizi che si commetterebbero
avendo la sanità. Inoltre la malattia sconta
e purga i peccati commessi: essi meritano
pena infinita e Dio, per la sua misericordia,
li punisce con pena finita.
Quando l ‘anima considera di avere
offeso il suo Creatore, Sommo ed Eterno
bene, reputa grandissima grazia da parte
di Dio che Egli la punisca in questa vita,
e non abbia stabilito di punirla nell’altra,
dove sono pene infinite.
Se consideriamo i peccati e i difetti
nostri, e quanto abbiamo offeso Dio,
bene infinito, per cui dovremmo subire
una pena infinita non solo per le grandi
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