Santa Gemma Galgani
anta Gemma Galgani dopo la sua
morte dette prova in più occasioni
di essere in Paradiso. Nel processo per la
sua canonizzazione troviamo numerose
testimonianze di guarigioni attribuite alla
sua intercessione, tra le quali questa di
Isolina Serafini, una devota:
«Nel 1906, da circa dieci mesi ero
sofferente di forte dolore al capo, nel
quale sentivo come tanti carboni accesi,
in maniera che mi sembrava che mi
bollisse il cervello; mi si bruciò anche
tutta la bocca, in maniera che non potevo
mangiare e dovevo contentarmi soltanto
di bevande ghiacce, e qualche volta anche
di un po’ di minestra, ma ghiaccia. Il dottor
Lippi Castruccio mi fece quattordici
visite, e dopo aver sperimentato molti
mezzi per farmi guarire, alla fine mi
disse: Carina mia, se fosse una rapa o una
mela potrei spaccarla e vedere quello che
c’è dentro; ma io non so più cosa farti;
rassegnati alla volontà di Dio. — Allora io,
alzando gli occhi al Cielo e con le mani
giunte, dissi: Gemma, se è vero che tu sei
in Paradiso, dammi questo segno, fammi
la grazia, guariscimi. Detto così, mi sentii
guarita all’istante.
Avevo promesso a Gemma che se
avessi ottenuto la grazia della guarigione,
l’avrei pubblicata immediatamente in
suo onore. Però non la pubblicai subito
perché volevo accertarmi se me l’aveva
fatta completa. Non ho avuto più nulla e
ho ripreso i miei sonni e le mie abitudini
senza sentire mai più il minimo dolore di
capo, e già sono passati sedici anni dalla
grazia ricevuta.
Il medico aveva diagnosticato che
la mia malattia fosse una meningite
progressiva e tanto grave che ritrovandomi
un giorno per la strada, meravigliato nel
vedermi, disse: Oh che fai? Ti credevo
nella tomba. Grazia speciale!
Il Padre Germano, direttore spirituale
di S. Gemma, nei processi per la beatifi-
cazione della medesima (nei quali è
contenuta la relazione del miracolo), fa
questa precisazione: “Dall’inizio della
malattia, dicembre 1906, ai primi di
ottobre dell’anno successivo non poté
mai dormire più di un’ora circa il giorno.
Questa è la pura verità — attestò la
miracolata nel certificato che rilasciò al
medesimo Padre — e la confermo con
giuramento, io Isolina Serafini”».
di leggere la biografia del passionista
San Gabriele dell’Addolorata, che le
apparve e la confortò. Convinta che Dio
la chiamava a vivere più intimamente
con Lui, l’8 dicembre 1897, solennità
dell’Immacolata Concezione, emise il
voto di verginità. Gemma però soffriva
di osteite delle vertebre lombari con
ascesso agli inguini, e ben presto il male
si aggravò tanto da arrivare alla paralisi
delle gambe. I medici non poterono
far nulla, ma guarì miracolosamente.
Desiderava entrare nel monastero delle
passioniste, ma non venne accolta. Morì
l’11 aprile 1903.
Santa Gemma nacque il 12 marzo
1878 a Borgonuovo di Camigliano (Lucca).
Rimane orfana di madre nel settembre
del 1886. Nel 1895 Gemma ebbe l’ispira-
zione di seguire con entusiasmo la via
della Croce. Iniziarono alcune visioni del
suo Angelo custode. L’11 novembre 1897
morì anche il padre di Gemma, Enrico.
Spesso ammalata, Gemma, ebbe modo
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