Santa Francesca Romana
lla fine dell’anno 1413, mentre
Francesca de’ Ponziani era assorta in
preghiera come era solita fare ogni notte,
una luce straordinaria si diffuse nella camera
e improvvisamente le apparve il figlio di
nove anni Giovanni Evangelista, morto
poco tempo prima.
Si narra nella biografia della Santa
che questo bambino «“Aveva il medesimo
abito, la medesima statura, gli stessi
atteggiamenti, la medesima fisionomia di
lui vivo, ma era di una bellezza incompa-
rabilmente superiore. Evangelista non era
solo. Un altro giovanetto della medesima
età, benché di un aspetto ancor più
risplendente, gli stava al fianco…”. La
prima cosa che Santa Francesca fece fu
di abbracciare il figlio e dirgli: “Stai
bene, caro figlio? Qual è il tuo posto in
Cielo? Che fai? Ti ricordi di tua madre?”.
Dopo averla abbracciata, il piccolo
disse: “La nostra unica occupazione è di
contemplare l’abisso infinito della bontà
divina, di lodare e benedire sua Maestà
(Dio) con un profondo rispetto, una viva
gioia e un perfetto amore. Essendo tutti
assorti in Dio […] non possiamo avere
nessun dolore, godiamo di una pace eterna,
non possiamo volere e non vogliamo che
quello che sappiamo gradito a Dio, che è
tutta la nostra beatitudine”».
Poi le disse di trovarsi nel coro degli
Arcangeli, e che il compagno comparso
con lui era un Arcangelo, che Dio lo
mandava a lei per sua consolazione,
perché rimanesse con lei per tutto il resto
della sua vita, sempre visibile agli occhi
del corpo. Dopo circa un’ora di colloquio,
Evangelista scomparve e l’angelo rimase.
Francesca Romana nasce a Roma nel
1384 da una nobile e ricca famiglia. Fin
da piccola sente la chiamata di Dio alla
vita religiosa, ma i genitori l’avevano già
destinata sposa a un giovane nobile,
Lorenzo de’ Ponziani. Ha tredici anni
quando si trasferisce nel nobile Palazzo
de’ Ponziani in Trastevere. Purtroppo, a
causa della mancata realizzazione della
vocazione religiosa, si ammala e deperisce.
Il 16 luglio 1398, le appare in sogno
Sant’Alessio, il quale le dice: «Tu devi
vivere… il Signore vuole che tu viva
per glorificare il suo nome». Da quel
momento, la Santa recupera la salute e
diventa una sposa esemplare. Con la
cognata Vannozza si dedica ad opere di
carità e di assistenza ai poveri. Dal
matrimonio ha tre figli, ma solo uno
giunge in età adulta. Intanto, intorno a lei
si raccolgono delle donne che condividono
la carità verso i poveri e la preghiera.
Il 15 agosto 1425, nella chiesa di Santa
Maria Nova, undici donne si costituiscono
nell’Associazione “Oblate Olivetane di
Maria”, legate alla spiritualità dei
Benedettini Olivetani. Nel marzo 1433
le oblate si ritirano in una casa a Tor
de’ Specchi e il 21 luglio successivo, Papa
Eugenio IV approva la Congregazione
che verrà chiamata “Oblate di Santa
Francesca Romana”. Il 21 marzo 1436, si
trasferisce a Tor de’ Specchi, dove viene
eletta superiora. Muore il 9 marzo 1440,
acclamata dal popolo come una Santa.
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