San Giovanni Evangelista
an Giovanni Evangelista nell’Apocalisse
narra la visione del Paradiso: «Io,
Giovanni, vostro fratello e compagno
nella tribolazione, mi trovai nell’isola
di Patmos. Fui rapito in estasi in giorno
di domenica ed udìi dietro a me una
voce potente, come di tromba, la quale
mi diceva: Quello che vedi, scrivilo in
un libro e mandalo alle sette Chiese
dell’Asia… Mi voltai per vedere chi mi
parlava e vidi sette candelabri d’oro ed
in mezzo c’era uno simile al Figlio
dell’uomo, vestito in abito talare e cinto
il petto d’una fascia d’oro. Aveva il capo
ed i capelli candidi come neve; i suoi
occhi erano come il fuoco fiammante.
i suoi piedi simili a rame arroventato;
la sua voce era come il rumore di molte
acque; la sua faccia era come il sole,
quando risplende in tutta la sua forza …
Io caddi ai suoi piedi come morto ed
egli, posata sopra di me la sua destra,
mi disse: Non temere! Io sono il primo e
l’ultimo; sono il Vivente e fui morto;
ed ecco io vivo nei secoli dei secoli ed ho
le chiavi della morte e dell’inferno …
Dopo guardai ed ecco una porta aperta
nel Cielo e la voce che avevo udito prima
mi parlò di nuovo: Sali qua e ti farò vedere
le cose che dovranno accadere. – E subito
fui rapito in spirito; ed ecco un trono
innalzato nel Cielo. Colui che vi stava a
sedere era nell’aspetto simile alla pietra
di diaspro e di sardio ed intorno al trono
era un’iride simile a smeraldo…
Ventiquattro vegliardi si prostrarono
davanti all’Assiso dinanzi al trono, dicendo:
Degno sei, o Signore nostro Dio, di rice-
vere la gloria, l’onore e la potenza, perché
tu creasti tutte le cose e per volere tuo
esse esistono! …
Mirai ed udi intorno al trono la voce
di molti Angeli, numerosi a migliaia di
migliaia, che dicevano: L’Agnello che è
stato immolato è degno di ricevere la
potenza, la divinità, la sapienza, la fortezza,
l’onore, la gloria e la benedizione! …
E tutte le creature che sono in Cielo,
le sentii tutte dire: All’Assiso sul trono
ed all’Agnello onore, gloria e potenza per
tutti i secoli! …
Dopo di questo guardai e vidi
l’Agnello e con Lui centoquarantaquattro
mila persone, che avevano scritto in
fronte il suo nome e quello del Padre
suo. Udìi un suono, che era come un
concerto di arpisti che suonano i loro
strumenti, e si cantava un cantico nuovo
dinanzi al trono, cantico che nessuno
poteva imparare, se non quei centoqua-
rantaquattro mila riscattati dalla terra,
quelli cioè che si sono mantenuti vergini.
Essi seguono l’Agnello dovunque vada…
Poi vidi un’immensa folla, che nessuno
poteva contare, d’ogni nazione e tribù e
popolo e linguaggio. Essi stavano davanti
al trono e davanti all’Agnello, in bianche
vesti e con palme in mano e dicevano: La
salute al nostro Dio, che siede sul trono
ed all’Agnello! – Un Angelo mi disse:
Scrivi: Beati Coloro che sono stati chiamati
al banchetto nuziale dell’Agnello!».
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