è continua, affinché non venga
trascinato nell’Inferno, come scrisse
Sant’Atanasio d’Alessandria (295-373): «Se
il diavolo nemico della stirpe umana è caduto
dal cielo e va errando nelle regioni inferiori
dell’aria e lì esercita il suo potere sui demoni
che lo accompagnano, simili a lui nella
disobbedienza, producendo fantasmi con il
loro aiuto e cercando di ostacolare coloro
che vogliono salire, […] E l’Apostolo a questo
proposito dice: “Secondo il principe dell’im-
pero dell’aria, che adesso opera tra i figli
della disobbedienza” (Ef 2,2). Ora il Signore
è venuto per abbattere i diavolo, purificare
l’aria ed aprirci la strada che conduce ai
cieli, come disse l’Apostolo “attraverso il
velo, cioè la sua carne” (Eb 10,20). E questo
doveva avvenire mediante la morte. Ora
tutto ciò con quale altro tipo di morte sarebbe
potuto accadere se non con quella avvenuta
nell’aria, cioè con la morte sulla croce?
Infatti, solo colui che spira sulla croce muore
nell’aria. Perciò giustamente il Signore subì
questa morte. Così, innalzato da terra purificò
l’aria da ogni inganno del diavolo e dei
demoni dicendo: “Vedevo cadere Satana
come un fulmine” (Lc 10,18); restaurò la
via che porta ai cieli aprendoci la strada,
dicendo ancora: “Alzate le vostre porte, o
principi, e voi porte eterne alzatevi” (Sal 23,7).
Non era il Verbo ad aver bisogno che si
aprissero le porte, egli che è Signore di tutti;
né alcuna creatura era chiusa per il Creatore.
Ad avere bisogno eravamo noi che egli
portava in alto con il su proprio corpo.
Infatti, come l’offrì alla morte per tutti, così
per mezzo di esso ci aprì la strada che
conduce ai cieli. (V, 25)
Venga, chi vuole una prova di ciò che
è stato detto, e di fronte alla falsa apparenza
dei demoni, all’inganno degli oracoli e ai
prodigi della magia, si serva del segno della
croce da loro deriso nominando soltanto
Cristo, e vedrà come per mezzo di lui i demoni
fuggono, gli oracoli tacciono ed ogni magia
ed incantesimo sono ridotti all’impotenza.
Chi è mai e quanto è grande questo Cristo
che con il suo nome e con la sua presenza
ha oscurato e ridotto all’impotenza tutto in
ogni luogo, che da solo ha prevalso su tutti
e ha riempito tutta la terra del suo insegna-
mento? Ce lo dicano i Greci che lo deridono
grandemente senza vergognarsene. Se è un
uomo, come ha potuto un solo uomo superare
la potenza di tutti i loro dei e dimostrare con
la sua potenza che non sono nulla? Se dicono
che è un mago, come è possibile che da un
mago sia ridotta all’impotenza tutta la magia,
anziché piuttosto essere consolidata? Se
avesse vinto alcuni uomini o maghi o avesse
prevalso su uno solo, giustamente avrebbero
potuto pensare che superava l’arte degli
altri con un’arte più potente. Ma se la sua
croce ha riportato la vittoria su tutta la
magia in senso assoluto e anche sul suo
nome, dovrebbe essere evidente che non
può essere un mago il Salvatore, che anche
i demoni invocati dagli altri maghi fuggono
come loro Signore”.
L
a lotta dell’uomo contro il demonio

