demonio era molto presente per
rovinarlo e condurlo alla perdizione,
come si racconta nella biografia del monaco:
«Una volta si mostrò un demone molto alto,
e osò dirmi: “Io sono la potenza di Dio.
Che cosa vuoi che ti doni?”. Io allora soffiai
contro di lui pronunciando il nome di Cristo,
andai a percuoterlo, e mi sembrò di colpirlo;
e subito quell’enorme essere scomparve
con tutti i suoi demoni nel nome di Cristo.
Un’altra volta, mentre digiunavo, quel
subdolo tornò da me sotto l’aspetto di un
eremita che portava l’immagine di un pane,
e cominciò a darmi dei consigli dicendo:
“Mangia, e abbandona queste fatiche. Tu
sei uomo, e ti indebolirai”. Ma io capivo le
sue astuzie. Mi alzai a pregare, ed egli non
sopportando cedette, e uscì attraverso la
porta come fumo. Quante volte nel deserto
mi mostrò le immagini dell’oro, perché
toccassi e vedessi! Io recitavo i salmi, e lui
si dissolveva. Quante volte mi coprirono
di colpi, ed io dicevo: “Nulla mi separerà
dall’amore di Cristo” ((Rm 8,35) (Essi allora
si percuotevano a vicenda. Non ero però io
a frenarli, ma il Signore che diceva: “Vedevo
Satana cadere come una folgore” (Lc 10,18).
Io, o figli, ricordando il detto del santo
Apostolo ho trasferito a me queste cose,
“affinché nella mia persona voi impariate”
a non abbandonare gli esercizi spirituali,
a non temere il diavolo né i demoni che
manifestano la sua presenza.
E poiché raccontando sono diventato
come stolto, ascoltate anche quello che sto
per dire affinché non temiate per l’avvenire,
e crediate. Io non mento. Una volta nel
deserto in cui stavo sentii bussare alla porta
della cella, uscii, e vidi un uomo che appariva
grande ed alto. Dopo che gli domandai:
“Chi sei?” , mi rispose: “Sono Satana”. Io
allora gli chiesi: “Perché sei venuto qui?”
ed egli disse: “Perché si lamentano di me
(senza ragione gli eremiti) e gli altri cristiani?
Perché mi maledicono ogni momento?”. E
quando io gli risposi: “Perché tu li molesti”,
egli disse: “Non sono io, ma sono loro a
turbarsi. Io sono diventato debole. O non
hanno letto ciò che sta scritto: “Infine le aste
del nemico vennero meno, e tu distruggesti
le loro città?” (Sal 9,7). Ormai io non ho
luogo, non ho saetta, non ho città. Dovunque
ci sono cristiani, e il deserto stesso è pieno
di eremiti. Badino a custodire se stessi, e
non mi maledicano senza ragione». Allora
ammirai la grazia di Cristo e gli dissi:
«Anche se sei un mentitore e non hai mai
detto il vero (questa volta però hai detto
il vero). Cristo, venendo, ti ha reso debole,
ti ha atterrato e denudato. Udito il nome
del Salvatore, egli non sopportò il bruciore
di quel nome, e subito scomparve».
N ella vita di Sant’Antonio Abate, il