«La natura dei demoni è tale che essi,
data la sensibilità del loro corpo aereo, oltre-
passano agevolmente la sensibilità propria dei
corpi terreni e, anche per la superiore agilità
di questo corpo aereo, per rapidità hanno la
meglio, senza possibilità di confronto, non solo
sulla corsa di qualsiasi uomo o animale, ma
anche sul volo degli uccelli. Dotati di queste
due qualità relative al loro corpo aereo, vale a
dire l'acutezza della sensibilità e la rapidità
del movimento, preannunziano o annunziano
molti fatti conosciuti prima, fonte di meraviglia
per gli uomini a causa della lentezza della
propria sensibilità terrena. Nei demoni s'è
aggiunta, per di più, durante tutto il lungo
arco di tempo in cui si sviluppa la loro vita,
un'esperienza della realtà di gran lunga
superiore a quella che può provenire agli
uomini per la brevità della loro vita. Grazie
a queste proprietà, che sono toccate alla
natura di un corpo aereo, i demoni non solo
predicono molti fatti futuri, ma ne compiono
addirittura molti di stupefacenti. Ora, dal
momento che gli uomini non possono dire
o compiere questi fatti, alcuni, stuzzicati
soprattutto dal vizio della curiosità, amando
una falsa felicità terrena e un prestigio
effimero, ritengono i demoni degni d'essere
serviti e fatti oggetto di onori divini. Quanti
invece si liberano da tali passioni non si
lasciano ingannare o catturare da loro, ma
ricercano e amano quel che è sempre immu-
tabile, e partecipandone sono felici; anzitutto
osservano che i demoni non debbono esser
posti al di sopra di sé in quanto prevalgono
per la sensibilità più acuta del loro corpo,
che è aereo, fatto di un elemento più leggero.
Del resto non ritengono al di sopra di sé, nei
loro stessi corpi terreni, nemmeno gli animali,
che pure hanno sentore di molte cose in modo
più acuto: non il cane con il suo fiuto, capace di
snidare con un olfatto affinatissimo un animale
nascosto, guidando l'uomo fino alla sua cattura,
evidentemente non per una più avveduta
intelligenza spirituale, ma per una più pene-
trante sensibilità del corpo; non l'avvoltoio,
capace di piombare da una distanza insospettata
su un cadavere abbandonato; nemmeno l'aquila,
di cui si dice che, volando alta, riesca a distin-
guere da tale altezza un pesce che guizza sotto
le onde e, avventatasi violentemente sulle
acque, lo ghermisce dopo aver sfoderato gli
artigli; e nemmeno molti altri generi di esseri
animati, che vagano in cerca di pascolo fra
piante velenose, senza mai mangiarne una
nociva, mentre l'uomo ha imparato a malapena
a guardarsene dopo averne fatto esperienza e
resta diffidente verso molte innocue, non aven-
done fatto esperienza. Da qui è facile arguire in
quale misura la sensibilità possa essere più
acuta nei corpi aerei: non per questo, però,
chiunque sia avveduto potrebbe pensare che
i demoni, che ne sono dotati, sono da porre al
di sopra di uomini buoni. Questo potrei dirlo
anche della rapidità dei corpi: riguardo a
questo tipo di superiorità, infatti, gli uomini
sono vinti non solo dai volatili, ma anche da
molti quadrupedi, tanto da dover essere con-
siderati, al confronto, pesanti come piombo».
S mise per iscritto le sue conclusioni: