questo modo la sua dottrina sul
demonio: «Ma l’invidioso, maligno e
perverso, il tentatore della razza dei giusti
vide la grandezza del suo martirio e la sua
condotta irreprensibile sin dal principio,
notandolo cinto della corona di immortalità,
il premio conseguito che non si può contestare.
Egli si adoperò perché il corpo di lui non fosse
preso da noi, benché molti desiderassero
di farlo, per possedere la sua santa carne.
Suggerì a Niceta il padre di Erode, fratello
di Alce, di andare dal governatore perché
non consegnasse le spoglie. Lasciando da
parte il crocifisso – egli disse – incomince-
ranno a venerare lui. Avevano detto questo
per istigazione e le insistenze dei giudei che
ci sorvegliavano se noi volessimo prenderlo
dal rogo. Erano ignari che non potremo
mai abbandonare Cristo che ha sofferto da
innocente per i peccatori, per la salvezza
di quelli che sono salvi in tutto il mondo,
e adorare un altro.
Ciò è trascritto dalle opere di Ireneo
Gaio, che era vissuto con Ireneo discepolo
di Policarpo. Questo Ireneo che all’epoca del
martirio del vescovo Policarpo era a Roma,
insegnò a molti. Di lui ci sono tramandate
numerose opere molto belle e ortodosse,
nelle quali si ricorda di Policarpo che fu suo
maestro, ed ebbe a confutare con forza ogni
eresia e i ha trasmesso la regola ecclesiastica
e cattolica come l’aveva ricevuta dal santo.
Dice anche questo: un giorno Marcione, dal
quale sono chiamati i marcioniti, incontratosi
con Policarpo gli disse: “Ti riconosco, ti
riconosco quale primogenito di Satana”».
Vescovo di Lione in Gallia. Policarpo venne
messo a capo dei cristiani del luogo verso il
100. Nel 107 fu testimone del passaggio per
Smirne di Ignazio, Vescovo di Antiochia,
che veniva condotto in catene a Roma
dove subirà il martirio. Policarpo gli
dette ospitalità e più tardi Sant’Ignazio gli
scriverà una lettera divenuta poi famosa.
Nel 154 Policarpo si recò a Roma per
discutere con Papa Aniceto sulla data
della Pasqua. Dopo il suo ritorno a Smirne
scoppiò una persecuzione. L’anziano
Vescovo (aveva 86 anni) venne portato
nello stadio, perché il governatore romano
Quadrato lo condannasse. Policarpo rifiutò
di difendersi davanti al governatore, che
voleva risparmiarlo e alla folla, dichiaran-
dosi cristiano. Venne ucciso con la spada
il 23 febbraio 155.
San Policarpo nacque a Smirne
nell’anno 69 «fu dagli Apostoli stessi posto
Vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne».
Così scrisse Sant’Ireneo, suo discepolo e
S
an Policarpo (69-155) espresse in

