Vescovo di Costantinopoli riguardo al
demonio e all’Inferno sono chiare: «Se
qualcuno dice: Perché Dio ha lasciato libero
il diavolo? Rispondi a lui in questo modo.
Perché egli non solo non nuoce a coloro che
vigilano e sono attenti a se stessi, ma si rende
anche utile, non per suo libero volere che è
cattivo, ma per la fortezza di coloro i quali
si valgono della sua malizia alla sua pari.
Quando combatté contro Giobbe, non lo fece
per renderlo più illustre, ma per abbatterlo;
perciò è cattivo, in quanto possiede una
tale intenzione e volontà. Tuttavia nulla ha
danneggiato il giusto, ma piuttosto costui
ha riportato un maggior guadagno da tale
lotta come abbiamo già mostrato; pertanto
il demonio ha esibito la cattiveria, il giusto
invece la bravura. Dirai che molti li distrugge
a causa della loro debolezza, non per la sua
valentia, come è stato più volte dimostrato.
Allora tu dirigi rettamente il tuo animo e
giammai riceverai danno da alcuno, anzi ci
guadagnerai in modo eccelso, non solo dai
buoni, ma anche dai malvagi… Tenete dunque
a memoria queste cose con le quali potete
chiudere le orecchie a quegli ignavi, dissoluti,
presuntuosi, i quali incolpano il comune
nostro Signore. Si dice: “Se hai peccato, stai
quieto” (Gen 4,7): non aggiungere altro pec-
cato più pesante (Sir 21,1); non è così grave
peccare quanto accusare il Signore dopo aver
commesso il peccato. Riconosci l’autore del
misfatto, e non troverai alcun altro che tu che
hai peccato (Pg 49, 266-268)».
parole, Giobbe con i fatti: questo lo ha spogliato
di tutte le ricchezze e lo ha privato dei figli, a
quello non ha sottratto nulla di piccolo né di
grande. Piuttosto valutiamo quelle parole e la
modalità delle insidie. Si dice: “Si accostò il
serpente e disse alla donna: Perché Dio ha
detto a voi di non mangiare d alcun albero che
sta in paradiso?” (Gen 3,1). In questo caso il
serpente tenta Eva, nell’altro la moglie insidia
Giobbe: esiste una grande distinzione tra i due
suggeritori. Quello invero un servo, questa
una convivente; questa una collaboratrice,
quello era un suddito. Vedete quanto poco sia
lo spazio per dare un giustificazione? Quella
il servo e il suddito l’ha sconfitta, quello né
la consorte né la collaboratrice l’ha potuto
vincere. Ma vediamo cosa dice: “Perché Dio vi
ha detto di non mangiare di alcun albero?”.
Dio non aveva detto questo, ma esattamente
il contrario. Considera pertanto la scaltrezza
del diavolo: disse ciò che non era stato detto,
affinché imparasse ciò che sarà detto. Che cosa
ha fatto la donna? Sarebbe stato necessario
tappare la bocca di lui o non rispondere, invece
stoltamente manifestò la deliberazione del
Signore: da qui diede a lui una grande occa-
sione (PG 49, 268-270)».
Della continua lotta tra l’uomo e il
demonio, San Giovanni Crisostomo scrisse:
«Facciamo menzione ora di Adamo e di Giobbe:
è necessario riprendere l’argomento per
spiegare ciò che rimane da dire. (Il diavolo) ha
affrontato Adamo soltanto con le semplici
I
l pensiero di San Giovanni Crisostomo,

