guenze, quindi anche del’Inferno, è stata
oggetto della rif lessione di San Cirillo,
Vescovo di Gerusalemme «Causa prima del
peccato è il diavolo, il padre di tutti i cattivi.
Lo disse il Signore, non io, che “il diavolo
è peccatore fin da principio” (Gv 3,8; 8,48).
Peccò non già perché avesse ricevuto dalla
natura l’impulso al peccato come cosa ne-
cessaria (perché in tal caso la responsabilità
del peccato ricadrebbe su colui che lo ha crea-
to tale) ma, creato buono, divenne “diavolo”
per libera scelta personale, prendendo il
nome dalla sua condotta. Benché fosse
un arcangelo, fu chiamato “Diavolo” (cioè
calunniatore) dal calunniare; e da servo
buono di Dio che egli era, divenne “Satana”
in conformità con il suo nome: “Satana”
infatti significa avversario. Non sono
insegnamenti miei questi, ma di Ezechiele,
profeta portatore dello Spirito. Incomin-
ciando egli a fare un pianto su di lui, dice:
“Tu eri il tipo della perfezione, ripieno di
bellezza meravigliosa abitavi nel giardino
di Dio” e, un po’ più avanti: “Perfetto tu eri
nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato,
fino a quando spuntò in te l’iniquità” (Ez 28,
12-17).
Assai bene egli dice “spuntò in te” perché
il male non ti sopravvenne dall’esterno, ma
tu steso lo generasti. Ne dice poi la causa:
“Il tuo cuore si era inorgoglito per la tua
bellezza; ti sei riempito d violenza e di
peccati, ma io ti feci perire, ti ho gettato a
terra”. E, d’accordo con lui, il Signore dice
nel Vangelo: “Vedo Satana precipitare
dal cielo come folgore” (Lc 10,18). Vedi la
rispondenza del Vecchio Testamento con il
Nuovo? Questi, cadendo trascinò molti altri
nella sua caduta. E? lui che suggerisce i
cattivi desideri a quelli che gli obbediscono:
da lui deriva la fornicazione, l’adulterio e
qualsiasi altro male. Per causa sua Adamo
fu scacciato ed ebbe, in cambio del paradiso
che produceva spontaneamente frutti
meravigliosi, la terra che produce spine.
(IV 51,52)».
Sulla natura dei demoni, San Cirillo
annotò: «Questo termine “spirito” è un
nome comune e viene usato dappertutto a
designare ciò che non ha un corpo denso.
E siccome anche i demoni non hanno un
tale corpo, sono pur loro chiamati spiriti.
Quando infatti lo spirito impuro viene
nell’anima di un uomo, viene come un lupo
bramoso di sangue e preparato a divorare
una pecora. Venuta crudele, impressione
terribile! Si tratta di un’ingiusta aggressione
e del furto di una cosa altrui. Egli violenta
il corpo di un altro e se ne serve come di un
proprio strumento. Quando è in piedi, lo fa
cadere (è infatti un familiare di colui che
cadde dal cielo), gli rivolta la lingua e gli
torce le lebbra e ne fa uscire schiuma invece
di parole. L’uomo viene immerso nelle tenebre:
l’occhio rimane aperto ma attraverso di esso
l’anima non vede nulla. Il povero disgraziato
palpita tremante davanti alla morte. I demoni
sono veramente nemici del momento che ne
abusano vergognosamente e spietatamente
(XV, 332-333)».
I l mistero del peccato e delle sue conse-