liber
, San Beda il Venerabile com-
menta il libro della Genesi e spiega
il significato dei simboli e degli elementi alla
luce della storia della salvezza. Egli tratta
del tema del demonio e dell’inferno a cui gli
angeli ribelli sono stati condannati a Dio per
la loro ribellione. «Da notare che quando si
dice (2 Pt 2,4) che Dio non ha perdonato gli
angeli peccatori, ciò significa che quegli
stessi angeli non sono stati creati cattivi da
Dio ma sono diventati cattivi a causa del
peccato. Si dice poi: “Dio li precipitò negli
abissi tenebrosi dell’inferno, riservandoli
per il giudizio”. Questo versetto ha un’altra
traduzione in questo modo: “Cacciandoli
nelle carceri della caligine del tartaro, li ha
consegnati per essere riservati alla condanna
del giudizio”. Mostra pertanto che agli
angeli apostati deve essere ancora data la
pena del giudizio ultimo, di cui parla il
Signore: “Andate nel fuoco eterno che è
stato preparato per il diavolo e i suoi angeli”
(Mt 25,41), quantunque già siano stati
penalizzati in questo inferno, cioè nell’aria
caliginosa inferiore, come in un carcere.
In riferimento alla sublimità del cielo, lo
spazio di quest’aria può essere detto già
inferno, così come il rapporto all’altezza
della medesima aria la terra, che sta al
di sotto, può essere intesa come inferno
profondo. Chiama cavi o funi dell’inferno
quella stessa tracotanza della superbia, con
cui gli angeli gonfiarono il proprio spirito
contro il Creatore. I cavi sono detti anche
le funi con cui i naviganti sollevano le vele,
affinché si allontanino dalla tranquillità
del porto con lo spirare del vento e si
avventurino sui f lutti sempre pericolosi
per l’imbarcazione. Con tali corde sono
paragonati convenientemente i tentativi
degli spiriti immondi, i quali mossi dal vento
della superbia, si elevano contro il Creatore,
per essere trascinati immediatamente dagli
stessi loro sforzi di elevazione nella profondità
dell’abisso.
“E’ il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato
nello stagno di fuoco di zolfo” (Ap 20,10).
Il diavolo nell’ultimo giudizio sarà buttato
nel fuoco eterno, dove sono tutti coloro
che mandò innanzi, cioè la massima parte
dell’empia città. La bestia va intesa senza
dubbio in corrispondenza alle circostanze:
ora è il diavolo, ora l’Anticristo, ora la stessa
città empia. A sua volta con il termine
“fuoco che discende dal cielo” può essere
intesa anche l’improvvisa rovina degli empi,
quando il Signore verrà per distruggere
l’Anticristo con lo spirito della sua bocca
(2Ts 2,8). Espone pi ampiamente come il
diavolo con i suoi sia gettato nel fuoco
dietro il giudizio di Cristo».
San Beda il Venerabile fu discepolo di
San Benedetto Biscop e di San Ceolfrido.
Si dedicò alla preghiera, allo studio e
all’insegnamento del monastero di Jarrow.
Fu anche amanuense e il Codex Amiatinus,
uno dei più preziosi e antichi codici della
Volgata, sarebbe stato eseguito sotto la
sua guida.
N
ell’opera
De sex dierum creatione

