Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
ant’Alfonso Maria de’ Liguori,
Vescovo e Dottore della Chiesa nei
suoi scritti riferisce un episodio avvenuto
all’Università di Parigi. Erano gli anni
di massimo prestigio dell’ateneo, quando
uno dei suoi più celebri professori morì
all’improvviso.
Colpiti dalla tragedia, molti colleghi
docenti pregarono in suffragio della sua
anima. Anche il Vescovo di Parigi, suo
intimo amico, pregava ogni giorno per
lui, perché fosse liberato dal Purgatorio.
Una notte, mentre recitava delle preghiere
per il defunto, gli apparve davanti in
forma incandescente, col volto disperato.
II Vescovo, allora, comprese che il suo
amico non era in Purgatorio, bensì
all’Inferno. Volendo sapere notizie in più
sulla sua sorte, gli chiese tra l’altro:
«“All’inferno ti ricordi ancora delle scienze
per le quali eri così famoso in vita?”.
“Che scienze… che scienze! – rispose
il defunto. In compagnia dei demoni
abbiamo ben altro a cui pensare! Questi
spiriti malvagi non ci danno un momento
di tregua e ci impediscono di pensare a
qualunque altra cosa che non siano le
nostre colpe e le nostre pene. Queste sono
già tremende e spaventose, ma i demoni
ce le inaspriscono in modo da alimentare
in noi una continua disperazione!”».
Sant’Alfonso fu un grande teologo
moralista e scrisse molte opere a carattere
divulgativo per formare e istruire il
popolo cristiano. Ad un testo affidò il suo
pensiero sui peccati che commettono gli
uomini e che li conducono all’Inferno:
«Se Dio castigasse subito chi lo
offende, certamente non verrebbe offeso
come lo è ora. Ma poiché il Signore non
castiga subito, i peccatori si sentono
incoraggiati a peccare di più. È bene
sapere però che Dio non sopporterà per
sempre: come ha fissato per ogni uomo
il numero dei giorni della vita, così ha
fissato per ognuno il numero dei peccati
che ha deciso di perdonargli: a chi cento,
a chi dieci, a chi uno. Quanti vivono molti
anni nel peccato! Ma quando termina il
numero delle colpe fissato da Dio, sono
colti dalla morte e vanno all’inferno».
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori,
Patrono dei confessori e dei moralisti,
nacque a Marianella, presso Napoli, il
27 settembre 1696, e morì a Pagani
(Salerno) il 1° agosto 1787. Come i
ragazzi di nobili famiglie, compì gli studi
letterari e scientifici, nei quali ebbero la
loro parte rilevante anche la pittura e la
musica (è sua la canzoncina natalizia “Tu
scendi dalle stelle”). Nel 1708 si iscrisse
alla facoltà di giurisprudenza all’università
di Napoli, dove si laureò col massimo dei
voti in diritto civile ed ecclesiastico.
Dopo dieci anni di successi come avvocato
nel foro napoletano, a causa di una
violenta delusione morale, decise di farsi
prete. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale
il 21 dicembre 1726, cominciò immedia-
tamente a svolgere il suo ministero in
mezzo al popolo. Scrisse e pubblicò
centoundici opere tra grandi e piccole.
Il 9 novembre 1732, a Scala (Salerno),
fondò la Congregazione del Santissimo
Redentore. Nel 1762 Alfonso fu nominato
Vescovo di Sant’Agata dei Goti (Benevento).
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