Beata Anna Caterina Emmerick
nna Caterina Emmerick nacque
18 settembre 1774 a Flamske bei
Coestfeld in Germania ed entrò nel
Monastero di Agnetenberg in Düelmen
(Westfalia) delle Canonichesse Regolari di
S. Agostino, dove morì il 9 novembre 1824.
Famosa per le sue esperienze mistiche,
la Beata ebbe anche una visione
dell’Inferno, quando vide scendere il
Salvatore negli inferi. «Vidi (
.
.) il Salvatore
avvicinarsi, severo, al centro dell’abisso.
L’inferno mi apparve come un immenso
antro tenebroso, illuminato appena da
una scialba luce quasi metallica. Sulla sua
entrata risaltavano enormi porte nere,
con serrature e catenacci incandescenti.
Urla di orrore si elevavano senza posa
da quella voragine paurosa di cui, a un
tratto, si sprofondarono le porte. Così potei
vedere un orrido mondo di desolazione
e di tenebre. L’inferno è un carcere di
eterna ira, dove si dibattono esseri
discordi e disperati. Mentre nel Cielo si
gode la gioia e si adora l’Altissimo dentro
giardini ricchi di bellissimi fiori e di frutta
squisita che comunicano la vita, all’inferno
invece si sprofondano cavernose prigioni,
si estendono orrendi deserti e si scorgono
smisurati laghi rigurgitanti di mostri
paurosi, orribili. Là dentro ferve l’eterna
e terribile discordia dei dannati.
Nel Cielo invece regna l’unione
dei Santi eternamente beati. L’inferno,
al contrario, rinserra quanto il mondo
produce di corruzione e di errore; là
imperversa il dolore e si soffrono quindi
supplizi in una indefinita varietà di mani-
festazioni e di pene. Ogni dannato ha
sempre presente questo pensiero: che i
tormenti, ch’egli soffre, sono il frutto
naturale e giusto dei suoi misfatti. Quanto
si sente e si vede di orribile all’inferno
è l’essenza, la forma interiore del peccato
scoperto. Di quel serpe velenoso, che
divora quanti lo fomentarono in seno
durante la prova mortale. Tutto questo si
può comprendere quando si vede, ma
riesce inesprimibile a parole.
Quando gli Angeli, che scortavano
Gesù, avevano abbattuto le porte infernali,
si era sollevato come un subbisso d’im-
precazioni, d’ingiurie, di urla e di lamenti.
Alcuni Angeli avevano cacciato altrove
sterminate torme di demoni, i quali
avevano poi dovuto riconoscere e adorare
il Redentore.
Questo era stato il loro maggior
supplizio. Molti di essi venivano quindi
imprigionati dentro una sfera, che risultava
di tanti settori concentrici. Al centro
dell’inferno si sprofondava in un abisso
tenebroso, dov’era precipitato Lucifero
in catene, il quale stava immerso tra cupi
vapori. Tutto ciò era avvenuto secondo
determinati arcani divini.
Seppi che Lucifero dovrà essere
scatenato per qualche tempo: cinquanta o
sessant’anni prima dell’anno 2000 di Cristo,
se non erro. Alcuni demoni invece devono
essere sciolti prima di quell’epoca per
castigare e sterminare i mondani. Alcuni
di essi furono scatenati ai nostri giorni;
altri lo saranno presto. Mentre tratto
questo argomento, le scene infernali
le vedo così orripilanti dinanzi ai miei
occhi, che la loro vista potrebbe perfino
farmi morire».
A




